L'empowerment dei papà PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Marzo 2013 15:51
Eccoci qui a parlare di papà, ma perchè non di mamme? Dunque, voi sapevate che agli incontri di massaggio infantile che organizzo sono invitati entrambi i genitori? Le persone che hanno partecipato lo sanno bene: si viene in coppia, se si può. Se non si può, pazienza, può venire solo uno dei genitori. E vi devo dire che questa cosa ha sempre avuto moltissimo successo: sì perchè i papà sono bravissimi a massaggiare e contentissimi di avere questa competenza con il loro bambino. In pochi casi i papà non hanno partecipato: è capitato che magari saltassero qualche lezione per ragioni di lavoro o perchè magari dovevano rimanere a casa con l’altro fratellino.
Ma perchè vi sto raccontando questa storia? Assì, ecco. Ve la sto raccontando perchè, dopo avere letto il libro “Di mamma ce n’è più d’una”, mi sto accorgendo che ci sono troppe mamme che fanno tutto: sono loro il focolare domestico, fanno le torte, organizzano i festini, allattano i bambini, scrivono sui forum e sui blog, vanno alle riunioni con gli insegnanti, leggono libri di puericultura. La mamma spopola e buca il video. Sì ma... e i padri? Sembrano non esistere. O se esistono, sono (nei blog di mamme) degli inquilini, delle comparse, degli uomini-che-prendono-i-treni, alla peggio degli uomini-bancomat, oppure ancora dei Superpapà: giuro, c’è un gruppo su FB si chiama così, è anche carino, ma voglio dire: una che fa la madre è una mamma, un amorevole padre dev’essere per forza un Superpapà, un papà straordinario con i superpoteri? No, i papà sono delle persone normalissime che si prendono cura amorevolmente dei loro piccoli: li portano in fascia, li tengono in braccio, li scarrozzano a scuola e nelle attività sportive, fanno i compiti con loro, mettono il cerottino quando si fanno male, e poi giocano.... e tanto.
Capita però spesso che le loro capacità amorevoli di genitori vengano ridicolizzate, minimizzate, banalizzate, ridotte a stereotipo o luogo comune. Quante volte ho sentito padri lamentarsi della poca attenzione a loro rivolta dopo la nascita del bambino. E per quale motivo poi: anche loro si svegliano di notte quando il bimbo strilla, anche loro si arrovellano come si è arrovellata la madre su come si cambia un pannolino. Però vengono canzonati perchè magari per un semplice raffreddore chiedono di lasciare il testamento, o perchè fanno le codine storte alla figlia prima di uscire o le mettono il maglioncino rosa che fa a pugni coi pantaloni rossi, o le scarpe da ginnastica invece dei sandali... o abbottonano il golfino dalla parte opposta. Messi sotto la lente di ingrandimento e ridicolizzati, e poi noi madri ci lamentiamo se si disaffezionano alle faccende di casa e dei figli. Chiunque si disaffezionerebbe se preso per i fondelli, effettivamente.
 
La questione non è per niente semplice ed univoca, comunque.
 
Bisogna ripensare bene alla nostra divisione dei ruoli poichè è anche vero che ad oggi in Italia sono proprio le donne che si occupano per la maggiorparte delle faccende domestiche. Gli uomini, per cultura, se ne occupano pochissimo, anche confrontando i dati con gli altri virtuosissimi paesi nord-europei. La crisi attuale poi ha colpito vasti strati della popolazione, i più deboli, e quindi molte donne, sono costrette a casa, non trovano lavoro o non lo cercano proprio, o peggio rinunciano fin dall’inizio. Per chi vuole approfondire l’argomento c’è questo interessantissimo sito www.genitoriprecari.it , leggetelo: molte lettere sono di madri, purtroppo.
La questione è quindi complessa, ha varie sfaccettature, come tutte le cose: non è certo solo perchè i padri vengono sottovalutati se la condizione femminile è quello che è. Sono convinta però che anche questo atteggiamento di superiorità femminile nel senso che ho descritto sopra non giovi certo ad un neo-papà. Per questo parlo di empowerment dei papà: metterli nella condizione di realizzare loro stessi non solo come coloro che dovrebbero portare lo stipendio a casa, ma anche come coloro che si sanno occupare egregiamente di un bambino. Lo stile educativo di un papà non sarà certo come quello di una  madre, poichè hanno codici diversi di comportamento, sensibilità diverse, ma non per questo meno indispensabili.
 
Vi lascio con il link ad un post di Federico Ghiglione di www.professionepapa.it. “Siamo davvero una società senza padri?” . E con la frase che chiude l’articolo: “La nostra – forse – non è una generazione senza padri, ma è una generazione con genitori senza radici. Una generazione di genitori intenta a costruire una nuova società senza poter appoggiarsi sul passato ma potendo solo guardare in avanti verso il futuro, con tutta l’incertezza che questo comporta.”
 
E poi questo adorabile librino di Topipittori: “P come papà”.
 
 
Commenti
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vittore  - super è troppo, papà basta     |18-03-13 17:59:18
Riqualificare o andare alla ricerca di una figura, quella del padre, quando forse è arrivato il tempo in cui comincia ad esserlo davvero... questo è il paradosso. Condivido in pieno quanto scritto... e credo che non è in gioco solo la visione del papà o il suo ruolo: è l'humus familiare che sta cambiando... si sta evolvendo con naturalezza perché la donna è diversa e ha impegni diversi e il papà sa che è parte di una famiglia non un corpo estraneo. E se non lo sa ci batte comunque il naso, nonostante arrivi da modelli non applicabili e quindi spesso si deve ricostruire un'identità!
federico     |18-03-13 18:17:13
sono d'accordo.
direi anzi che tutto questo svalorizzare il padre non è che nuocia solo ai padri stessi o alle madri che si trovano un aiutante svogliato e disaffezionato, ma nuoce gravemente ai figli i quali vedono screditata metà della loro base affettiva.
Mai come in questo periodo è importante allargare la base genitoriale il più possibile, per contrastare i tentativi dei mille competitors che vogliono prendersi cura dell'educazione dei nostri figli, con intenti quasi sempre in malafede. Che papà e mamma accredititno le loro rispettive figure agli occhi dei figli: questo è il più bel regalo per un figlio.
F
elena dal prà     |21-03-13 09:30:45
Grazie ai due papà intervenuti. Un messaggio altamente educativo quello di Federico: "Che papà e mamma accredititno le loro rispettive figure agli occhi dei figli: questo è il più bel regalo per un figlio." da scrivere a caratteri cubitali, GRAZIE!
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