Camminare ed esplorare PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Luglio 2008 19:12

Vi propongo questo brano che racchiude in sé molti aspetti della concezione dell'educazione di Maria Montessori, pedagogista apprezzata in tutto il mondo e praticamente dimenticata in Italia.

Secondo lei al bambino vanno date delle risposte, più che degli stimoli, perchè attraverso il suo stesso istinto di esploratore il bambino possiede già in se tutti gli elementi che gli servono per imparare. Il bambino inoltre ha dei periodi sensibili in cui è particolarmente attratto da qualcosa che apprenderà naturalmente, senza sforzo, da solo e quasi per gioco.

Non smorziamo la sua curiosità, ma assecondiamo i suoi interessi e scopriremo in lui un piccolo scienziato e un piccolo esploratore oltre che un camminatore instancabile.

In questo brano si parla della capacità di camminare dei bambini, guardate un po'...

"Consideriamo il bambino di due anni e la sua necessità di camminare: può camminare per un miglio o due e se gli piace arrampicarsi:i punti difficili lungo il cammino costituiranno dei punti interessanti. Bisogna rendersi conto che il camminare per un bambino di due anni significa qualcosa di molto diverso da quello che significa per noi: l'idea che egli non riesca a compiere un lungo percorso dipende dalle nostre pretese di farlo camminare alla nostra velocità, e questo è tanto assurdo quanto sarebbe per noi, per esempio, cercar di stare a pari ad un cavallo finché questo dicesse, vedendoci senza fiato: montami in groppa e arriveremo insieme laggiù. Ma il bambino non desidera andare laggiù, egli vuole semplicemente camminare, e poiché le sue gambe sono sproporzionate alle nostre, noi non dobbiamo farci seguire da lui, ma seguirlo. ....

Egli cammina non solo con le gambe, ma anche con gli occhi; sono le cose interessanti che lo circondano a sospingerlo innanzi. Cammina e vede brucare un agnello, gli siede accanto per osservarlo, poi si alza e va un po' lontano... vede un fiore e lo annusa... poi vede un albero, lo raggiunge, vi gira intorno quattro o cinque volte, siede e lo guarda. In questo modo può andare avanti per miglia intere: sono passeggiate interrotte da periodi di riposo e nello stesso tempo piene di scoperte interessanti, e, se lungo la strada si trova qualche ostacolo, per esempio un masso, il bambino è colmo di felicità. L'acqua costituisce per lui un'altra grande attrazione: egli si siederà accanto ad un rivoletto e dirà tutto contento: “Acqua!”. L'adulto che lo accompagna e che desidera arrivare al più presto possibile in un dato luogo, concepisce il camminare in maniera molto diversa.

Le abitudini dei bambini sono simili a quelle delle prime tribù della terra. Allora non si diceva andiamo a Parigi, Parigi non c'era né si diceva andiamo a prendere un treno per... non c'erano treni. L'uomo camminava finchè trovava qualcosa che lo attirasse: una foresta ove prender legna, un campo da cui trarre foraggio e così via. Nello stesso modo naturale procede il bambino. L'istinto di muoversi nell'ambiente, passando da una scoperta all'altra, fa parte della natura stessa dell'educazione: l'educazione deve considerare il bambino che cammina come un esploratore. Il principio dell'esplorare (scouting) che oggi costituisce una distrazione e un riposo dallo studio, dovrebbe invece far parte dell'educazione stessa e incominciare più presto nel corso della vita.

Tutti i bambini dovrebbero camminare così, guidati da ciò che li attrae.

Camminare è un esercizio completo in se stesso, l'uomo camminando respira e digerisce meglio, gode di tutti i vantaggi che noi cerchiamo negli sport. E' un esercizio che forma la bellezza del corpo, e se durante una passeggiata si trova qualcosa di interessante da raccogliere e da classificare, o un fosso da saltare, o legna da raccogliere per il fuoco l'esercizio diventa perfetto. Mano a mano che l'uomo progredisce negli studi il suo interesse intellettuale si accresce, e con esso pure l'attività del corpo. Questo principio dovrebbe far parte dell'educazione specialmente oggi che la gente poco cammina, ma si fa trasportare dai veicoli di ogni genere. non è bene tagliare la vita in due, occupando le membra con lo sport e la testa con la lettura di un libro. La vita dev'essere una cosa sola, specialmente nei primissimi anni, quando il bambino deve costruire se stesso secondo il piano e le leggi del suo sviluppo."

da Maria Montessori, La mente del bambino, Garzanti

Commenti
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Sonya  - concordo!   |12-07-08 19:57:27
Ho sempre cercato di assecondare le mie figlie anche quando hanno cominciato a camminare con le loro gambe. Osservandole mi sono resa conto che detestavano girare per la città col passeggino (quando non sono più riuscita a portarle addosso per i miei problemi di schiena) così praticamente ho cercato di ridurre la lunghezza dei tragitti per lasciarle libere dalla costrizione dei legami. Con mio grande stupore mi sono accorta che a poco a poco sono diventate grandi camminatrici (sebbene in città, sic...) e mi rammarico con le altre mamme che sebbene ammirandole, sostengono che per loro è molto più "comodo" portarsi in giro i figli (cresciutissimi) in passeggino, "così non si lagnano quando si stancano a camminare". A me non è quasi mai successo con le mie figlie che si lagnassero.... :)
Elena Dal Prà  - in città   |17-07-08 10:27:18
Purtroppo la nostra vita è sempre più sedentaria, di riflesso i nostri bambini seguono i nostri comportamenti per imitazione. Ma i bambini sono anche molto curiosi per natura e se nella nostra passeggiata ci sono cose che li affascianano: un gattino, un altro bambino, un albero, un fiore, sono disponibili a camminare molto di più di quello che ci aspetteremmo fin da piccolissimi.
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